20 marzo 2018

150 tecnici e ingegneri, 60 test, 30.000 km e quattro mesi di lavoro in condizioni estreme per testare le auto
Ogni anno, fino a 90 auto vengono messe alla prova in mezzo a neve, ghiaccio e temperature fino a -35°
L’obiettivo delle prove è garantire il funzionamento di ogni singolo sistema presente a bordo, prima che l’auto arrivi sul mercato

20/3/2018– Abeti e pini innevati, temperature che arrivano a -35° e un lago che, grazie allo strato di 60 cm di ghiaccio che lo ricopre, si converte in un circuito perfetto per la guida durante i mesi invernali. Vicino al Circolo Polare Artico, gli ingegneri SEAT portano al limite fino a 90 auto all’anno. In questo modo, viene garantita l’affidabilità di ogni elemento prima di arrivare sul mercato. Queste sono le prove invernali più estreme superate dalla SEAT Ateca FR:

  • Controllo di stabilizzazione: La prova avviene in una pista circolare creata su un lago ghiacciato di 6 km2 di superficie. La parte interna del lago è più pulita, mentre quella esterna lo è appositamente di meno, per favorire lo slittamento dell’auto. Il controllo di trazione è disattivabile a diversi livelli per ciascun modello, in alcuni addirittura del tutto, per una guida estremamente sportiva. Se l’auto perde la traiettoria, il sistema ESC (controllo elettronico della stabilizzazione) corregge le ruote per recuperarla.
  • Test di frenata: 200 metri di pista con due differenti superfici, una ad alta e l’altra a bassa aderenza: la prima carreggiata è riscaldata fino a una temperatura di 10°, per evitare che l’asfalto ghiacci; l’altra, viceversa, è portata a una temperatura di -16°, per mantenere intatto lo strato di ghiaccio. Grazie a questa prova viene perfezionato il sistema ABS, valido aiuto per il conducente per controllare la stabilità dell’auto anche nelle condizioni più estreme.
  • Prova di aspirazione: questo test ha l’obiettivo di assicurare che il filtro d’aria del motore non si ostruisca quando si viaggia dentro una nube di neve creata dall’auto che precede. Per ricreare questa situazione, occorrono due auto a una velocità di 80 km/h: la prima alza la neve, mentre il veicolo che segue è quello sotto analisi. Dopo un percorso di 50 km ci si assicura che il filtro dell’aria non sia intasato, scongiurando così il rischio di una perdita di potenza del motore.
  • Analisi della rumorosità: il conducente e, solitamente, un secondo tecnico, analizzano ogni rumore che possa risultare fastidioso per i passeggeri, ovviamente ricercandone l’eventuale origine. Per effetto del freddo, alcuni dei 3.000 componenti dell’auto si contraggono e possono produrre dei lievi rumori entrando in contatto uno con l’altro. Per analizzare ciò, le auto viaggiano su diverse tipologie di superfici, a velocità differenti. Uno degli aspetti della prova consiste nel far passare ripetutamente le auto su un percorso di 30 metri cosparso di bande irregolari a una velocità compresa tra i 20 e i 30 km/h.
  • 30.000 km di guida intensiva: È la distanza che percorrono le auto durante il test di resistenza su strade innevate e ghiacciate. Questa prova fa parte di un test globale di oltre 150.000 km, svolto in diverse condizioni climatiche, che serve per analizzare l’usura che le auto possono soffrire negli anni. Per tutta la durata del test viene registrato il comportamento dell’auto, per poi essere analizzato dagli ingegneri a prova conclusa.

Queste sono solo 5 delle 60 prove estreme alle quali viene sottoposta la vettura. Test resi sempre più necessari dall’integrazione nelle auto di sistemi elettronici sempre più complessi. Grazie a questi test, i conducenti sono sicuri di poter viaggiare in tutta sicurezza su qualsiasi tipo di strada e in qualsiasi condizione climatica.